Ravenna, mosaico di… sapori

Lo ammettiamo, il titolo di questo articolo è quasi scontato. Del resto, quando si parla di Ravenna, la mente va alle magnifiche decorazioni paleocristiane che sono Patrimonio Unesco dal 1996. Come non pensare allo sguardo fiero dell’imperatrice Teodora che scruta i visitatori della basilica di San Vitale?

In alternativa, il nome di Ravenna evoca la riviera romagnola e le grandi spiagge sabbiose che attraggono ogni anno centinaia di migliaia di persone. Trait d’union tra arte e movida è il cibo, con i suoi “capolavori”, e davvero si può parlare di un mosaico. Il territorio provinciale comprende il litorale, che a nord lambisce le Valli di Comacchio, e si estende a ovest fino all’Appennino, sfiorando i 1000 metri di altitudine. Così sulla tavola troviamo specialità di mare e di terra, dal pesce azzurro ai passatelli in brodo, dai molluschi al formaggio di fossa. Il tutto generosamente annaffiato con Pignoletto o Albana e, naturalmente, accompagnato da una fragrante piadina.

La Piadina di Romagna IGP

La piadina non è solo una specialità gastronomica: è il vero e proprio simbolo della Romagna. Nata come pane dei contadini, che la cuocevano sul tradizionale testo, oggi la piadina è lo street food per eccellenza della riviera, e non solo. Il disciplinare dell’IGP ha sancito le regole auree: solo farina, acqua, strutto oppure olio, ed eventualmente agenti lievitanti (in modesta misura, perché la piadina è un pane azzimo!). Attenzione a non confondere la piadina di Ravenna con quella di Rimini. La prima è più piccola e spessa, mentre la seconda è più larga e sottile. Entrambe sono comunque perfette con un buon prosciutto crudo, magari in abbinamento con il cremoso Squacquerone di Romagna DOP.

Profumo di pesche

Ravenna è la prima provincia in Italia per la produzione di nettarine (più di 112.000 tonnellate su un totale nazionale di 397.000 tonnellate), una parte delle quali è certificata coma Pesca nettarina di Romagna IGP. Un buon momento per visitare questo territorio è quindi la primavera, quando le ampie distese di frutteti sono in fiore. Per gustarne il sapore bisogna invece aspettare l’estate, quando questi frutti riempiono i mercati con le loro sfumature dal giallo al rosso rubino.

Il Sale dolce di Cervia

Un viaggio nel ravennate non può prescindere da una visita alle Saline di Cervia. 50 bacini che si estendono su un’area di 827 ettari, che è anche una riserva naturale compresa nel Parco Regionale Delta del Po. Qui si produce il famoso Sale dolce integrale marino. La dolcezza deriva dalla composizione chimica, in cui prevale il cloruro di sodio e sono pressoché assenti altri cloruri. In una delle saline, la Camillone, la raccolta viene eseguita ancora a mano e il sale qui prodotto è un presidio Slow Food.