Potenza e provincia, le belle misteriose

Se Matera2019 ha acceso i riflettori sulla Basilicata, la provincia di Potenza resta in gran parte da scoprire. Sono ancora pochi i turisti e i viaggiatori che raggiungono queste località aggrappate all’Appennino Lucano, eppure i paesaggi non hanno nulla da invidiare a quelli di altre mete più glamour. Per gli appassionati di enogastronomia, poi, questo territorio è un vero e proprio scrigno: vi ricade infatti la maggior parte delle eccellenze certificate della regione, oltre a tanti ecotipi e innumerevoli gustosissime preparazioni. La bontà di questi prodotti ha cominciato ad attirare l’attenzione del mercato, tanto che nel 2017 il giro d’affari delle IG della provincia è cresciuto del 78%. Il vino certificato, in particolare, ha visto quasi raddoppiare il suo valore, passando da 6,5 milioni di euro del 2016 a 12,5.

Il territorio

Dal massiccio del Vulture, fino al parco nazionale del Pollino, le montagne si alternano alle colline, con una fitta rete di corsi d’acqua. Viaggiando nel potentino si ha talvolta l’impressione di ritrovarsi tra le Alpi, con cime innevate e laghi custoditi da fitte foreste. Un’impressione che diventa ancora più forte quando ci si ritrova tra le Dolomiti lucane, “sorelle” delle più celebri Dolomiti delle Alpi Orientali. Qui, tra Castelmezzano e Pietrapertosa, i più avventurosi potranno lanciarsi nel vertiginoso Volo dell’Angelo, sospesi a oltre 100 metri d’altezza. La provincia di Potenza è dunque un paradiso per gli amanti degli sport estremi e del trekking, ma anche per chi è alla ricerca di sapori genuini. Il settore primario è ancora in buona parte lontano da metodi intensivi, e il peso di varietà e razze autoctone nella produzione agroalimentare è molto forte. Qui si producono formaggi da razze locali come la Vacca Podolica, o la pecora Gentile di Lucania, e oli extravergine di oliva da cultivar come l’Ogliarola del Vulture, la Cima di Melfi, la Cannellina. Tra i vitigni locali, dall’Aglianico del Vulture si ottiene la pregiata DOCG omonima, mentre il Malvasia bianco di Basilicata ci regala il Grottino di Roccanova DOP ed entra in blend nelle Terre dell’Alta Val d’Agri DOP.

I formaggi e i salumi

La disponibilità di pascoli montani e l’antica pratica della transumanza hanno dato vita a formaggi di grandissima qualità. Il Canestrato è un tipico formaggio lucano, di latte ovino e caprino, che prende il nome dai canestri in cui vengono fatte asciugare le forme. A questa categoria appartiene il Canestrato di Moliterno IGP, la cui stagionatura deve avvenire solo in cantine, dette fondaci, ubicate nella cittadina di Moliterno, a 700 metri di altitudine. Tra i pecorini lucani si distingue anche il Pecorino di Filiano DOP, prodotto in una ristretta area tra Potenza e Melfi. Non mancano i formaggi a pasta filata come il Caciocavallo Silano DOP e il Caciocavallo Lucano. Su un ideale tagliere troviamo poi i salumi, tra i quali spicca la Lucanica di Picerno, una salsiccia dolce o piccante che ha ottenuto l’ambita IGP nel 2018.