Parma, capitale della gastronomia

Il Prosciutto di Parma, ma anche il Culatello, la Coppa, il Salame Felino, il Fungo di Borgotaro e naturalmente il Parmigiano Reggiano… È lunga la lista delle eccellenze che danno lustro alla città di Parma, fulcro della Food Valley italiana. Basta citare questi nomi per evocare la buona tavola, ma anche la capacità di creare una “industria” del cibo basata sulla qualità. Il distretto agroalimentare di Parma è riuscito a realizzare il delicato equilibrio tra volumi d’affari milionari e standard di produzione elevatissimi. Anzi, è l’indiscussa qualità, propria del made in Italy, ad essere riconosciuta in tutto il mondo. Ed è il posizionamento premium di questi prodotti che ha permesso all’intero comparto agroalimentare di affrontare e superare le crisi, mantenendo significativi tassi di crescita soprattutto nell’export.

Il peso del settore alimentare nel tessuto sociale è così rilevante che presso l’Università di Parma è stato istituito il primo corso di studi in Scienze gastronomiche, con insegnamenti quali Fisica per la gastronomia. L’università è diventata così un importante fattore di innovazione, anche scientifica e tecnologica, in un ambito strategico come quello delle preparazioni gastronomiche.

I dati

Parma è la prima provincia italiana per impatto economico delle indicazioni geografiche DOP e IGP nel food, con 1,3 miliardi di euro nel 2017 (+8,6% rispetto al 2016). Il Prosciutto di Parma DOP da solo rappresenta il 47,8% dell’export dell’intera produzione certificata di prodotti a base di carne, con 280 milioni di euro nel 2017. Non a caso questo prodotto è al secondo posto dopo il Parmigiano Reggiano nella classifica delle menzioni di prodotti italiani sui social media nel mondo, con 128.115 menzioni registrate tra novembre 2017 e novembre 2018, e un ingaggio di oltre 2 milioni di utenti (fonte: Rapporto 2018 Ismea-Qualivita).

L’heritage

Le cifre sono la manifestazione più tangibile della vocazione di questo territorio per la cucina e le preparazioni a essa correlate. E infatti nel 2015 Parma è stata riconosciuta Città Creativa per la Gastronomia dall’Unesco, titolo condiviso con altre 25 città del mondo che hanno saputo creare una creative community intorno al cibo. Questa creatività si esprime nel cogliere il meglio della tradizione gastronomica e tradurla in un processo di sviluppo sostenibile, che rappresenta a sua volta un valore per l’intera umanità.

Una missione non da poco, che si fonda sul concetto di heritage materiale e immateriale.

Ai visitatori di tutto il mondo Parma offre una moltitudine di possibili accessi a questo patrimonio. Dai ristoranti ai negozi di specialità gastronomiche, dai tour in azienda agli eventi fieristici, ai musei.

Quella dei Musei del Cibo di Parma è in effetti una delle poche realtà italiane capaci di condurre i visitatori in un percorso strutturato e profondo che attraversa diverse filiere: salumi e formaggio, ma anche vino, pasta, pomodoro.

Per giunta Parma è anche una città d’arte, nonché una meta per gli appassionati di musica, avendo dato i natali a personalità come Verdi e Toscanini. Ce n’è abbastanza per soddisfare pienamente lo spirito, oltre che il palato