I tesori dell’Appennino modenese

Un territorio che dalla Pianura Padana risale lungo le montagne, paesaggi cangianti che vanno dalle zone fortemente antropizzate lungo la via Emilia ai selvaggi crinali dell’Appennino: questa è la provincia di Modena, una delle più importanti a livello italiano ed europeo nell’ambito dell’agroalimentare.

Modena, infatti, è la seconda provincia italiana per impatto economico di DOP e IGP, dopo Parma. Un primato che non nasce dall’oggi al domani: è erede di antichi saperi contadini come delle cucine raffinate dei ricchi feudatari, in un’opera secolare di perfezionamento di ricette e preparazioni che non hanno eguali al mondo. Un territorio in cui comuni e frazioni si confrontano in una storia centenaria di ristoranti e trattorie, botteghe e prodotti. Questa è la terra del Parmigiano Reggiano DOP, ma anche di pecorini e caciotte, di carni e salumi, miele, cioccolato e tartufi, e naturalmente del best seller: l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP.

Il Parmigiano Reggiano DOP

Più di 60 caseifici operanti nella zona e una produzione di circa 700.000 forme all’anno: ed ecco che la provincia di Modena incide per il 20% sul totale dei volumi di Parmigiano Reggiano.

La lavorazione di questo formaggio nel modenese ha radici profonde. Già all’inizio del Novecento la Camera di commercio di Modena discuteva insieme a quelle di Parma, Reggio Emilia e Mantova sull’opportunità di trovare una denominazione comune a tutela di produttori e consumatori. Erano i primi passi dell’iter che portò alla nascita del Consorzio, nel 1934.

Circa un terzo del Parmigiano Reggiano DOP prodotto in provincia viene dall’area montana dell’Appennino Modenese. Qui, tra vallate e altopiani, l’allevamento bovino ha sempre rappresentato una risorsa fondamentale per gli abitanti: in un’economia essenzialmente agricola, le mucche erano indispensabili per il lavoro nei campi, fornivano carne e soprattutto latte per il sostentamento delle famiglie dei contadini.

 

Itinerari del gusto

Nelle montagne dell’Appennino Modenese si cela uno dei gioielli nascosti del nostro Paese: il Frignano. Lontano dai circuiti turistici più affollati, questo territorio riserva magnifici scorci, tra foreste, laghi, cascate, borghi medievali e suggestivi castelli, e si spinge fino al Cimone, il gigante dell’Appennino. La meta ideale per chi, magari dopo una passeggiata nel verde, vuole concedersi i piaceri della buona tavola. È d’obbligo allora una sosta in una norcineria, per gustare gli ottimi salumi, tra cui il prelibato Prosciutto di Modena DOP. Ma non bisogna lasciarsi sfuggire la possibilità di assaggiare la Caciotta, formaggio fresco prodotto solo con latte locale.

Continuando l’esplorazione si possono raggiungere le valli Dolo e Dragone, zona di produzione dell’omonimo Tartufo. Per un tocco di dolcezza, infine, basta un cucchiaino dell’ottimo Miele di Castagno o Millefiori: un pieno di energia prima di riprendere la marcia!